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Il comune di Lesa appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Palazzo Stampa (Sec. XVIII)

Nome Descrizione
Pubblicazioni R. Bonghi Le Stresiane, a cura di P. Prini, Milano, 1985
Alessandro Manzoni, Dell'invenzione, a cura di P. Prini, Brescia, 1986
Colloqui a Lesa sul Manzoni. a cura di A. Gonzi, 1988
La villa, situata sul lungolago verso nord, oggi è sede di una banca.
Sorta alla fine del XVIII secolo, è una costruzione in stile neoclassico. Originariamente l'edificio si presentava con un impianto a U: le due ali laterali furono demolite nel 1806 per permettere la costruzione della statale del Sempione.
L'elegante dimora ospitò per molte stagioni Alessandro Manzoni che in seconde nozze aveva sposato Teresa Borri, vedova Stampa. Nell'interno del palazzo è stata allestita, in ricordo dell'illustre personaggio, la Sala Manzoniana, ove sono raccolti disegni, oggetti, manoscritti appartenuti allo scrittore e ai suoi amici che nel corso degli anni furono ospitati per periodi di villeggiatura.

a cura di Andrea Montano


Negli ultimi anni del secolo XVIII l'aristocrazia lombarda aveva già scoperto il lago Maggiore come luogo di villeggiatura lontano dalla confusione delle città, in un ambiente celebrato per la sua bellezza dai primi grandi viaggiatori romantici.
Nel giro di poco più di un secolo le prime lussuose residenze padronali, costruite accanto ai vecchi borghi e sui possedimenti familiari, furono seguite e affiancate da costruzioni altrettanto, se non più, sfarzose immerse e nascoste in grandi parchi all'inglese, e sempre meno legate alle coltivazioni agricole, a cui sottrassero progressivamente i terreni accuratamente conservati nei secoli per un'agricoltura altamente specializzata e redditizia.
La villa dei conti Stampa, ricca famiglia milanese che aveva ottenuto il suo titolo nel 1787, appartiene al primo tipo: sorgeva proprio al limite settentrionale del vecchio centro abitato, affacciata direttamente sul lago, proprio ai piedi della collina coperta di frutteti, vigne e uliveti.
Poco dopo il suo completamento la costruzione dello "stradone", la strada napoleonica oggi diventa la statale del Sempione, provocò la demolizione quasi totale delle ali laterali, portando la facciata neoclassica dell'edificio principale quasi a filo della strada.
Al di là di essa, e al disotto del suo livello rimase la darsena privata, ricordi dei tempi in cui il lago era normale via d'accesso.
Oggi l'edificio è quasi invariato nell'aspetto esterno, ma la sua posizione attuale piuttosto scomoda, tra la strada, la ferrovia e la parte più vecchia del centro abitato, ha impedito che continuasse ad essere una dimora signorile, a differenza di altre di ville più tarde che, magnificamente isolate nei loro parchi, hanno conservato il proprio rango patrizio.
Attualmente ospita appartamenti, uffici e la sede locale della Banca Popolare di Novara, mentre gli ambienti interni, dove non sono stati radicalmente ristrutturati, hanno conservato la struttura originale, ma appaiono più trascurati degli esterni.
Dietro l'edificio principale, in quella che un tempo era l'abitazione del fattore è stata allestita una Sala Manzoniana - visitabile su richiesta - che contiene vari cimeli e ricordi, oltre alla ricostruzione con gli arredi originali dello studio di Giulio Carcano, uomo politico, drammaturgo e traduttore di Shakespeare, amico e vicino di casa dei Manzoni, frequentatore abituale di villa Stampa.
Manzoni "villeggiò pià volte" nella villa del figliastro Stefano Stampa - pittore allievo di D'Azeglio e Hayez - a partire dal 1839 e vi rimase a lungo tra il 1848 e il 1850, in un periodo durante il quale avrebbe potuto essergli pericoloso rientrare a Milano sotto il governo asburgico.
Da Lesa si spingeva spesso fino a Stresa, per incontrare l'amico e maestro Rosmini e altri intellettuali che frequentavano l'anziano prete filosofo; questi colloqui sono riportati nelle "Stresiane" di Ruggero Bonghi.
Il suo passatempo preferito, secondo i testimoni dell'epoca, era di sedersi davanti alla porta di casa per osservare il traffico delle carrozze sulla strada; ma al periodo di "esilio" lesiano risalgono due opere minori, il discorso "Del romanzo storico" e il dialogo "Dell'invenzione", il secondo in particolare interamente ideato e realizzato a Lesa, nonostante le preoccupazioni per problemi economici e familiati e la necessità di farsi mandare da Milano tutto il materiale di documentazione.

Tratto da:
"Percorsi, Storia e Documenti Artistici del Novarese
Antichi centri fra lago e collina - Volume 22"
Provincia di Novara 200